mercoledì 14 dicembre 2011

La nuova avanzata del fascismo

I vari impegni mi impediscono, per ora, di scrivere un articolo “corposo” sul tema, ma, soprattutto dopo i recenti fatti, non posso esimermi da una breve riflessione.
Il fascismo e la xenofobia stanno rialzando la testa a livello europeo. Non è mia intenzione analizzare i fatti recenti dal punto di vista morboso, ma dal punto di vista più teorico.
Anzitutto è interessante notare come i servi dei poteri forti bollino rapidamente la strage di Firenze e la strage avvenuta in Norvegia qualche mese fa come gesti compiuti da dei pazzi, da alienati, da uomini sconnessi dalla realtà. La realtà è ben diversa. Il filo conduttore dei due casi citati e del vero e proprio pogrom di Torino è la xenofobia e la nuova avanzata del fascismo. Ovviamente le due cose sono connesse. La xenofobia genera insicurezza nelle masse, il fascismo, con la sua dose demagogica, da una falsa sensazione di sicurezza. Il razzismo comunque è solo uno degli elementi di cui si ciba il fascismo (e, se vogliamo è un elemento secondario, di facciata). L’alimento principale del fascismo è la crisi economico-politica del capitalismo. Quando il sistema capitalista entra in crisi e scivola verso un periodo potenzialmente rivoluzionario la grande borghesia si appoggia al fascismo per sopravvivere, per schiacciare sotto il tallone di ferro il proletariato. Questo è un grande insegnamento della storia già “messo sulla carta” da grandi teorici. Non è un caso, quindi, che fenomeni estremi di razzismo (fomentato proprio da chi vuole un regime autoritario) e avanzata del fascismo avvengano in questo momento di grave crisi. Anzi, potremmo dire che quello visto fino ad ora non è che l’inizio. D’ora in avanti potremo aspettarci solo una escalation. Qui sorge la grande domanda: subiremo passivamente i fatti o ci uniremo per distruggere una volta per tutte il fascismo e il mostro che lo genera?


P.S. per una analisi più approfondita del carattere di classe del fascismo e delle complicità col grande capitale rimando ai vari interventi di Georgij Dimitrov e agli articoli di Kurt Gossweiler (questi ultimi contenuti ne "La (ir)resistibile ascesa al potere di Hitler")

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