Cittadini di Codogno! Oggi siamo in piazza per protestare contro la chiusura dell’hospice.
Prima di parlare della nostra città, tuttavia, voglio esprimere la nostra ferma condanna dei fatti xenofobi e fascisti avvenuti questa settimana, il pogrom squadrista di Torino e la strage di Firenze. La nostra solidarietà va alle comunità colpite da questi atti di barbarie.
Detto questo torniamo al tema principale. La “macchina infernale” non si ferma. Dopo la chiusura di fatto del reparto di pediatria dell’ospedale della nostra città si vuole ora chiudere l’hospice.
Forse è bene spiegare cosa è l’hospice. L’hospice è una struttura residenziale in cui i malati terminali e le loro famiglie possono trovare sollievo, se così si può dire, negli ultimi tempi della malattia. Una struttura importantissima. Ciò nonostante essa chiuderà. Perché? Chi ha letto i giornali locali in questi giorni saprà che la decisione è stata presa per un motivo preciso: l’hospice deve essere costruito a Lodi. Ci è stato detto che, siccome i 2/3 dei malati terminali oncologici è nell’Alto Lodigiano, l’hospice di Codogno deve chiudere per riaprire a Lodi. I malati di Codogno si trasferiscano a Casale o a Lodi sembrano volerci dire. Vorremmo far notare una piccola cosa: spostando la struttura a Lodi il problema non si risolverà, semplicemente si trasferirà assieme alla struttura stessa. La matematica ci insegna che spostando gli addendi il risultato non cambia. Trasferendo l’hospice a Lodi si aiuteranno sì i malati dell’Alto Lodigiano, ma si creeranno problemi per i malati di Codogno e dintorni. L’unica vera soluzione al problema sarebbe quella di mantenere la struttura a Codogno e aprirne un’altra a Lodi.
La scellerata decisione di chiudere l’hospice potrebbe anche portare ad un’altra decisione: la privatizzazione della struttura. Sarebbe un film già visto: un facoltoso signore si ritrova buon samaritano e aiuta i poveri malati, con buona pace della sanità pubblica ed accessibile a tutti!
Non vorremmo passare per malfidenti, ma viene il dubbio che la privatizzazione della struttura sia in un certo modo incoraggiato: l’Azienda di Servizi alla Persona Santa Chiara (ente pubblico), infatti, aveva accettato di assumere la gestione della struttura, ma poi ecco l’arrivo della scellerata decisione. Invece di trovare una soluzione per aprire un hospice a Lodi e mantenere quello di Codogno si decide di chiudere la struttura della nostra città. Insomma, è normale che nasca il sospetto.
Questa continua demolizione della sanità pubblica, comunque, è uno di quei crimini che ogni giorno viene commesso dal capitale, è uno dei continui attacchi ai diritti conquistati con dure lotte. E se qualcuno tenta di protestare viene subito bollato come persona che vuole sfruttare politicamente la sanità, che vuole speculare sulla pelle dei malati per propaganda politica. Ebbene, noi ci sentiamo di rispondere a queste persone: non siamo noi a speculare sulla pelle dei malati, a politicizzare la questione! Noi siamo qui per lottare al fianco dei malati, per i diritti di tutti, per la sanità pubblica e di qualità, accessibile a tutti! Noi lotteremo affinchè l’hospice di Codogno rimanga attivo e affinchè se ne apra uno a Lodi! Giù le mani dall’hospice e dalla sanità pubblica!
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